L'importanza dell'analgesia nei prematuri
I neonati prematuri sentono il dolore in modo più acuto dei bambini nati a termine, a causa dei trattamenti clinici invasivi cui vengono sottoposti nei primi giorni di vita. Secondo i test condotti presso l'University College di Londra - pubblicati dalla rivista NeuroImage e riportati oggi sul sito online della Bbc - alcune terapie come l'alimentazione per via endovenosa, le iniezioni e le ripetute analisi del sangue rendono i prematuri più sensibili al dolore. Per questo i ricercatori suggeriscono un maggiore ricorso agli antidolorifici nei reparti di terapia intensiva neonatale. L'equipe di ricercatori ha misurato l'attività cerebrale dei neonati con l'ausilio di un elettroencefalogramma nel momento in cui venivano sottoposti a semplici punture d'ago nel tallone per ottenere campioni di sangue. Nei neonati prematuri, con almeno 40 giorni di permanenza ospedaliera, è stata registrata un'attività cerebrale superiore a quella dei bambini della stessa età nati sani. Una carezza delicata sul tallone non ha invece fatto rilevare differenze tra i due gruppi di bambini. "La nostra capacità di misurare la risposta del cervello ad eventi dolorosi - ha spiegato la dottoressa Rebeccah Slater - ci consentirà un approccio più informato per il ricorso ad analgesici e una risposta ottimale per l'uso di antidolorifici in una popolazione vulnerabile" (APCOM, 10 maggio 2010).


